Comprendere cosa sia la tensione del lavoro a maglia è fondamentale, così come lavorare il campione, o campione di tensione. “Amore e odio” di quasi tutte le knitter è però un passaggio importante che promette di farci capire tante cose del pattern anche se sembra sottrarci tanto tempo prezioso.

Ma cos’è esattamente e a cosa serve? Come dobbiamo lavorarlo? Questo articolo vuole essere un’iniziazione al lavoro del campione per i chi si approccia a questo mondo per la per la prima volta. Cercherò di spiegare il più chiaramente possibile a cosa serva e perché va fatto. Vedrete poi che l’esperienza nella lavorazione a maglia vi farà anche evolvere in questo passaggio.

La tensione

La tensione del lavoro a maglia è espressa nei pattern o sulle fascette della lana come “numero di punti in 10 cm” e “numero di righe in 10 cm” spesso la troviamo scritta come “11×13 in 10cm” oppure “10 x 10 cm = 11 maglie x 13 giri/ferri” . Sui pattern con notazione americana possiamo trovarla espressa in pollici e per il mondo della maglia 10 cm equivalgono a 4 pollici.

Sulle fascette la tensione si riferisce sempre alla lavorazione in maglia rasata mentre nei pattern spesso si riferisce al punto più utilizzato, ma questo è sempre specificato.

Cosa significa esattamente? Una tensione di “11×13 in 10cm” come quella dell’esempio, significa che per ottenere una larghezza di 10 cm dobbiamo lavorare 11 maglie e per avere un’altezza di 10 cm dobbiamo lavorare 13 giri (o 13 righe).

Filato – Tensione di Riferimento

Per un filato la tensione è un’indicazione del peso o della sua grossezza. Significa che con i ferri consigliati sulla fascetta si ottiene circa una tensione di 11 maglie in 10 cm e 13 righe in 10 cm. E’ un indicazione importante quando vogliamo utilizzare un filato per un progetto.
La tensione reale che otterremo però dipende poi ovviamente anche da come lavoriamo, da quanta tensione applichiamo sul filo. Questo suggerimento in fascetta ci fa capire, più o meno, quello che possiamo aspettarci da questo filato e, più o meno, che ferro utilizzare per ottenerlo.

A sconda della tensione di riferimento i filati vengono suddivisi in varie tipologie.

LaceFingering/SockSportDKAran/WorstedBulky/ChunkySuper bulkyJumbo
Tensione di riferimento su 10cm33-40 maglie27-32
maglie
23-26 maglie21-24 maglie16-20
maglie
12-15
maglie
6-11 maglie< 6 maglie
Tabella delle categorie di filati

Un’altra indicazione che ci può servire a individuare il filato è quella della sua categoria, così come definita dal Craft Yarn Council’s li ha categorizzati standardizzandoli.
Ecco una tabella con tutti gli standard di peso dei filati e le tipologie in essa incluse con tutti i range di tensione e i ferri consigliati.

Standard Yarn Weight System
Standard Yarn Weight System Source: Craft Yarn Council’s www.YarnStandards.com

Come al solito quando esistono degli standard, esistono anche delle eccezioni come alcune lane particolari (pelose o con delle texture molto importanti) che non hanno una loro categoria con un range di tensioni (gauge) che ci si può aspettare di ottenere e un range di ferri raccomandati.

Tensione del Pattern

In un pattern la tensione richiesta è fondamentale perché determina le misure finali del capo. Se in un pattern troviamo scritto che la tensione del lavoro deve essere “10×13 in 10cm” significa che se volete ottenere una data misura dovete ottenere quella tensione con il vostro filato.
Per esempio se scegliamo di realizzate un maglione in taglia M per ottenere una circonferenza del busto di 100cm sarà essenziale rispettare la tensione richiesta per ottenere quella dimensione, altrimenti potremmo otterrete una misura più grande o più piccola. Pensate che anche 1 maglia di differenza dalla tensione richiesta potrebbe significare diversi centimetri di differenza su un metro di lavoro, soprattutto su filati grossi.

Facciamo un calcolo: se il mio campione venisse di 12m in 10 cm avrei che un centimetro corrisponde a 1.2maglie quindi per una circonferenza di 100cm dovrei avere sui ferri 120 maglie.
Il pattern però richiede una tensione di 13m x 10cm quindi prevede 130 maglie al busto. 10 maglie in più di quelle del calcolo precedente.

Procedendo a realizzare la taglia M con con la tensione di 12m x 10cm si otterrò una circonferenza al busto di 8cm più grande di quella indicata dal pattern.

E’ esattamente per questo motivo che è caldamente consigliato fare un campione prima di lavorare, ossia dobbiamo fare una vera e propria prova su strada di ferri e filato.

Campione di tensione
Schema di Campione di tensione

Cos’è il campione?

Il campione, o campione di tensione, è quindi un test da effettuare prima di cominciare a lavorare su un certo pattern. Si tratta essenzialmente di prendere i ferri consigliati e il filato per fare una prova e capire se la tensione che otteniamo sia quella richiesta dal pattern.

Se differisce dovremo rifare il campione con un ferro diverso fino ad ottenere la tensione richiesta.

Questo ovviamente vale tanto in larghezza che in altezza. Se la tensione del campione venisse maggiore di quella richiesta otterremmo un capo più corto. Il che potrebbe essere un problema soprattutto nei pattern progetti bottom up (lavorati dal basso verso l’alto.

Come lavorare il campione

Se è da poco che lavorate a maglia la cosa migliore da fare per diminuire il numero di variabili nel progetto è utilizzare i filati consigliati e cominciare a lavorare il campione con i ferri consigliati dal pattern. In questi articoli trovare alcuni consigli su dove trovare pattern e i filati per realizzarli.

Facciamo un esempio pratico. Prendiamo il pattern per questa sciarpa Drops Design. Il pattern è lavorato con un filato grosso, sono consigliati da 10mm e richiede una tensione di “9 m x 18 f= 10 x 10 cm a punto legaccio”. La sciarpa avrà le dimensioni di 22cm di altezza e 166cm di lunghezza.

Purple Stitches by DROPS Design
Purple Stitches by DROPS Design

Per realizzare il campione prendiamo quindi i ferri da 10mm montiamo almeno 18-20 maglie, dato che in 10cm ce ne dovrebbero stare 10. Per misurare bene il campione è meglio lavorare una superficie più grande di 10x10cm. Lavoriamo a maglia legaccio (punto dritto su tutti i ferri lavorando in piano) per almeno 15 cm. Intrecciare quindi le maglie e stendere bene il campione per prendere la misura.

Appoggiamo un righello sopra il lavoro, al centro evitando i bordi, e contiamo il numero di maglie in 10 cm, sia in orizzontale cheverticalmente. Se il nostro risultato è maggiore di 9 m x 18 righe dovremo ripetere il campione con dei ferri di un calibro maggiore mentre se ne abbiamo ottenute meno di 10 dovremo ripetere il campione con dei ferri più piccoli.

Il campione andrebbe inoltre lavato e fatto asciugare per testare se dopo il lavaggio la tensione cambia. Alcuni filati infatti cambiano struttura dopo il lavaggio.
Bisogna inoltre prendere in considerazione la pesantezza del progetto. Sia che sia lungo o pesante potrebbe essere necessario bloccarlo durante l’asciugatura in modo da simulare la gravità. Per i pizzi inoltre la fase di bloccaggio è assolutamente necessaria. Vedremo questo passaggio in un post a parte,

Per misurare la tensione del campione basta un righello ma esistono anche degli strumenti che facilitano il lavoro come quelli che vedete qui in foto che delimitano lo spazio in cui contare.

Righello tensione e calibro ferri Clover
Righello tensione knitpro
Righello pensione e calibro ferri KnitPro

L’esempio fatto con questa sciarpa è chiaramente a scopo dimostrativo. E’ chiaro che se una sciarpa è 10 cm più lunga o 3 cm più larga non fa una grande differenza ma già su un cappello questo problema potrebbe risultare più evidente. Immaginate su un capo di abbigliamento un po’ attillato!

Più complicati sono i punti utilizzati, più accurata dovrà essere la campionatura soprattutto nel lavaggio e asciugatura visto che in molti casi, come quelli del pizzo, i campioni vanno anche bloccati prima di misurare la tensione. A questo proposito spesso i pattern danno suggerimenti approfonditi su come realizzarli.

Conclusioni

All’inizio pensavo davvero che questo passaggio facesse perdere molto tempo per nulla. Ero già lentissima nel lavorare (non ho migliorato molto come velocità purtroppo) e non vedevo l’ora di “arrivare al sodo”. Di errori ne ho fatti, non tragici da non poter mettere un capo ma abbastanza da pentirmi di non aver speso quel tempo per conoscere meglio il mio filato e il mio pattern.
il mio consiglio è di prenderlo come un momento di conoscenza, appunto. Capire come si comporta un filato con un certo ferro. Sentirlo tra le mani e stabilire una tensione del filo a seconda dell’elasticità, dello spessore o della sensazione tattile di un filato. Mi capita spesso che con filati più lisci o leggeri io applichi una tensione inferiore rispetto a un filato che ha più grip sulla pelle.

Giocate quindi con i filati come quando da bambini giocavate con la pasta della pizza senza fare davvero una pizza…. Senza fine, solo per giocare. Fate qualche prova e sicuramente il risultato finale avrà un gusto diverso.

Happy Knitting!

Manuela

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