Infeltrire i capi acquistati è un dispiacere, infeltrire i capi che abbiamo pazientemente lavorato è decisamente sinonimo di tragedia! Quando ho iniziato a lavorare a maglia non potevo assolutamente concepire di lavare a mano i capi in lana. Le ragioni sono quelle che chiunque di noi potrebbe avere: “Non ho pazienza di lavarli e risciacquarli, strizzarli”, “Cosa l’ho pagata a fare la lavatrice???”,”Mi rifiuto categoricamente nel 2018 di lavare a mano come la bella lavanderina!” e così via…

Esperimenti

Il primo dispiacere però è arrivato quasi immediatamente. Non sapevo nulla di filati e poco di lavaggio dei filati. Avevo appena finito la mia prima creazione con il kit di We Are Knitters che avevo acquistato ed ero molto soddisfatta. Questa esperienza mi ha introdotto al mondo del lavoro a maglia e avrei voluto trattarla a dovere. C’è da dire che con il programma di lavaggio lana della lavatrice non avevo mai avuto problemi e quindi sono andata sul sicuro.

L’ho infilata nella macchina con ciclo apposito a 30°C ed ecco che mi sono ritrovata a stare con l’ansia dell’infeltrimento per 1 ora e mezza. Purtroppo non sapevo che i filati a stoppino sono tra l’altro molto portati per loro natura all’infeltrimento… e non sapevo nemmeno che non solo la temperatura ma anche il movimento porta all’infeltrimento. Questo scaldacollo lavorato con filato super bulky che bagnato pesa almeno 4 volte tanto era l’ultima cosa che doveva finire in lavatrice!

… e infatti è uscito leggermente infeltrito.

La delusione!

Cambio filato?

Da allora ho provato qualche filato acrilico, qualche filato superwash ma ho scoperto che non mi piace per nulla lavorare l’acrilico e nemmeno la diffusa lana merino superwash.

Mi sono piaciuti invece i filati superwash che hanno un feeling più naturale come per esempio Drops Karisma o i filati per le calze che spesso sono appositamente trattati per essere lavati in lavatrice.

Purtroppo però con la grande varietà di filati che questa epoca di risveglio del lavoro a maglia ci sta regalando è davvero limitante pensare di lavorare solo qualche filato superwash. Dovevo assolutamente trovare una soluzione per poter lavare facilmente i capi lavorati con filati di ogni tipo!

La soluzione

Nelle varie ricerche che ho fatto online mi sono imbattuta nel lavaggio a mano e strizzatura con asciugamano, che è diventato subito il mio metodo di lavaggio preferito.

Veloce e, soprattutto, senza ansia da attesa!
Vi racconto ora tutte le fasi del processo.

Ammollo

Innanzitutto bisogna immergere il capo in una bacinella con acqua fredda o tiepida dove sia stato sciolto un detergente neutro. Si può muovere un po’ il capo, senza strapazzarlo, per farlo inzuppare bene e lasciarlo a bagno 15 min.
In commercio si trovano numerosi tipi di detergenti per capi delicati ma per i lavori a maglia io consiglio quelli appositamente studiati e senza risciacquo.
Il detergente che sto usando ora e con cui mi trovo molto bene si chiama Eucalan, prodotto Canadese dalla trentennale esperienza. Ne basta un cucchiaino in una bacinella. La peculiarità di non doverlo risciacquare ci viene incontro in maniera duplice: si risparmia tempo e non si maneggia troppo il capo rischiando di rovinarlo o infeltrirlo. Eucalan esiste in diverse profumazioni, io prediligo la lavanda.
Recentemente il prodotto ha subito un leggero restyling quindi potreste trovarlo in due versioni (vedi foto)

Esistono altri detergenti simili ma non li ho ancora sperimentati. Su Amazon ne ho trovati altri due, entrambi con molte recensioni positive. Uno è Soak, prodotto anch’esso Canadese e l’altro è KnitIQ, prodotto negli U.S.A.
Ammetto di non aver trovato un detersivo dalle caratteristiche simili che sia prodotto in Italia e un po’ mi dispiace.
In tutti e tre i casi si tratta di detergenti realizzati con derivati vegetali.

Pressatura nell’asciugamano

Mentre il capo sta in ammollo preparate almeno 2 asciugamani puliti per l’asciugatura. Se il vostro capo è realizzato in un filato scuro e c’è rischio che perda un po’ di colore nei primi lavaggi, allora meglio che gli asciugamani siano scuri o vecchi. Se il vostro capo è realizzato con un filato molto pesante preparate qualche asciugamano in più. Stendete uno degli asciugamani per terra. Nel caso di un capo pesante stendetene direttamente due insieme.

Passati 15 minuti il capo va risciacquato, se il detergente utilizzato lo prevede, e poi pressato con le mani, senza torcerlo, per eliminare l’acqua in eccesso.

Bisogna poi trasferire il capo sull’asciugamano stendendolo senza strapazzarlo troppo, cercando di dargli la forma originale.
a questo punto arrotolate l’asciugamano con il capo all’interno pressando bene. L’asciugamano assorbirà l’acqua e sarà quasi come se avesse fatto la centrifuga. Un secondo passaggio in un asciugamano asciutto potrebbe essere necessario, quindi estraete il capo dal primo e ripetete l’operazione.

Asciugatura

Ora è il momento di stenderlo. I lavori a maglia vanno sempre stesi in piano. Io posiziono un asciugamano asciutto sullo stendibiancheria e poi ci appoggio il capo sopra. Per capi molto pesanti o lavorati con pizzi, utilizzo i tappetini in EVA come per il bloccaggio. Ne parlerò presto anche se non sono una grande esperta.

La parte dell’asciugatura è quella più lunga e noiosa. In inverno poi, per alcuni capi, ci possono volere anche due giorni. Non siate tentati però di metterlo troppo vicino al calorifero. I capi fatti a maglia, soprattutto se con fibre naturali e pregiate non amano il calore intenso. Va bene posizionare lo stendino nei pressi della fonte di calore ma mai a contatto. Abbiate pazienza.

Un ultimo consiglio: anche se lavate a mano state attenti alla temperatura dell’acqua e seguite le istruzioni in etichetta.

Qui vi lascio un video dove si vede tutto il processo (compreso il risciacquo) e l’arrotolamento.
Questo ad oggi è il metodo che utilizzo più spesso.

Altre tecniche

Per alcuni capi lavorati in filati superwash utilizzo la lavatrice. Ci sono alcuni maglioni in fibre leggere oppure maglioni acquistati, anche fatti di filati pregiati, che ho sempre lavato in lavatrice senza problemi.
Se volete avventurarvi a lavare i capi in lavatrice perché il vostro programma per i delicati non vi ha mai tradito, vi consiglio sempre di fare una prova di lavaggio prima di mettere il capo finito in lavatrice. La cosa più semplice è farlo con il campione che avete realizzato prima di lavorare il vostro indumento. Un consiglio è però di non metterlo da solo ma con qualche altre cose in modo da simulare il peso del capo finito e la possibile interazione con altri indumenti.

Filati che non mettrei (più!!) in lavatrice:

  • Stoppini
  • Mohair
  • Filati bulky e superbulky il cui peso da bagnati potrebbe portare a movimenti bruschi che possano favorire l’infeltrimento.

So che alcune persone mettono il capo in lavatrice solo per la centrifuga. Devo dire che questo metodo non l’ho mai sperimentato. Tenete comunque conto che anche il movimento e non solo la temperatura favoriscono l’infeltrimento quindi i movimenti che avvengono prima della velocità massima impostata potrebbero portare comunque a qualche danno.

Vorrei potervi dire che non infeltrirete mai nulla con i miei consigli ma non posso.
Proprio recentemente un filato mi ha tradito. Doveva essere un filato superwash e invece con il lavaggio delicato si è leggermente infeltrito. Non so se per causa della lavatrice che invecchia o se il problema è proprio il filato ma tant’è… In tutta onestà non avevo fatto la prova sul campione ed ho dato troppa fiducia all’etichetta (o alla lavatrice?).
Qui sotto vedete il modello Ziggurat da bambino prima e dopo il lavaggio. Quando lo guardo ancora mi si stringe lo stomaco.

Quello che mi raccomando è comunque di seguire sempre le istruzioni riportate in etichetta perchè solo in questo modo potete eventualmente lamentarvi dell’accaduto con la società che produce il filato.

Vi lascio qui un riassunto dei simboli per la cura dei capi (lavaggio, asciugatura e stiratura)

Simboli lavaggio e cura dei capi
Simboli lavaggio e cura dei capi

Happy knitting… and washing!

Manuela


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