Se siete capitati su questo articolo forse avrete già in qualche modo intuito che non è possibile effettuare una sostituzione del filati di un progetto “a caso”. Magari, come me, avete fatto delle prove ottenendo risultati poco soddisfacenti. In questo post proverò a raccontarvi tutto quello che ho appreso in questi anni per trovare la sostituzione perfetta al filato originale proposto in un pattern.

Non sempre infatti è possibile utilizzare il filato consigliato. Spesso sono filati locali difficili da trovare, ma altre volte si tratta anche di una questione economica. Da principianti spesso questo investimento può spaventare visto che alcuni filati sono particolarmente costosi e il terrore di non lavorarli bene è reale.

Nel post di oggi parliamo di sostituzione di un filato singolo. Ovviamente vale anche nel caso si voglia sostituire ciascuno dei singoli filati di un progetto a più capi.

Innanzitutto bisogna aver ben chiare le basi della matematica della maglia. Bisogna sapere cosa sia un campione di tensione, come si ottiene e capirne l’importanza; inoltre bisogna saper leggere le etichette dei filati per estrarne le informazioni che ci servono

step 1. Categoria di peso

Il primo passo per la sostituzione del filato è sicuramente cercare un candidato nella stessa categoria di peso di quello originale. Questo significa che il filato che vorremmo usare deve poter essere lavorato con la stessa tensione di quello originale. Se questo dato non è esplicito in etichetta ci sono tantissime tabelle che ci possono aiutare a ricavarlo. Questo dato può essere anche ricavato da una ricerca su ravelry.

Facciamo un esempio: Il pattern utilizza il filato della foto sottostante. L’etichetta riporta pochissime informazioni. Nel caso specifico in etichetta non abbiamo indicazioni riguardo a una tensione di riferimento, ai ferri consigliati, né tantomeno alla categoria di filato. Da una ricerca su ravelry però riusciamo ad ottenere quello che ci serve e a capire che risulta appartenente alla categoria Fingering.
Il filato sostitutivo deve essere individuato in questa categoria.

step 2. Struttura e composizione del filato

Per scegliere il filato migliore all’interno della categoria di peso individuata, dobbiamo osservare anche le sue caratteristiche. Per fare questo, oltre alle fascette del filato e al database di ravelry, possiamo sfruttare le numerose fotografie online; sia sullo stesso Ravelry che sui siti dei produttori o nei negozi online. Le caratteristiche da osservare sono la struttura e la composizione.

Struttura

La Struttura di un filato è data da come è realizzato. Può essere un filato a singolo capo, a due o più capi, può essere un filato a catenella, soffiato o filato bouclé. La torcitura è anch’essa importante.
Filati di strutture diverse, si comportano in maniere diverse e danno risultati diversi. Questo è da tenere in seria in considerazione quando si effettua la sostituzione.


Un filato con una torcitura molto accentuata avrà un’elasticità diversa da un filato a stoppino (singolo capo e poco torto). Un filato a catenella o un mohair, a parità di tensione nominale, renderanno arioso e leggero il capo mentre un filato denso lo renderà più pesante e “rigido”.
Spesso un filato troppo diverso porta a un risultato deludente perché la struttura del capo cambia drasticamente rispetto alle foto che abbiamo visto e all’idea che ci siamo fatti del capo in questione.

Qui sotto vediamo un esempio: Ibiscus di Midori Hirose. Questo capo ha una costruzione molto semplice ed è stato studiato per essere lavorato anche con filati molto diversi tra loro. In questo caso quindi la designer incoraggia l’utilizzo di filati con strutture diverse e proprio per questo si presta perfettamente come esempio.

Il primo progetto è lavorato con un filato Brushed, un mix alpaca, lana e nylon, con una struttura sottile centrale e pelosetto intorno. Il risultato è gonfio, arioso e con un buon drappeggio; le maglie sono poco definite. Il secondo esempio è lavorato con un 100% lana, filato denso, ritorto, grezzo al tatto. Il risultato è gonfio ma decisamente più rigido e con pochissimo drappeggio; le maglie sono invece molto definite. Infine un filato particolare, di quella categoria atipica chiamata “Novelty”, che dona un effetto tipo pelliccia.

A questo punto della nostra sostituzione del filato dobbiamo capire se vogliamo sperimentare (cosa assolutamente lecita!!) oppure se vogliamo ottenere un risultato simile a quello originale.

Composizione

Anche la composizione del filato riveste una certa importanza. E’ un filato di fibre animali? Un blend tra animali e vegetali? un mix particolare?
Più simile è a quella originale più ci avvicineremo al risultato che vediamo nella foto del pattern. Questo significa che sostituire un cotone con un filato in lana può portare a risultati differenti (e frustrazioni non indifferenti)…. a meno di non essere nella fase di sperimentazione di cui sopra!
Esempio: Il cotone è molto meno elastico di un filato ritorto a più capi in lana, quindi se abbiamo un blend lana/cotone sarà una buona via di mezzo. E’ bene quindu cercare un blend simile per mantenere la stessa elasticità.

A parità di tensione orizzontale una composizione troppo diversa potrebbe portare a una tensione verticale sensibilmente diversa. In molti modelli si può intervenire per aggiustare una differenza nella tensione verticale in punti delicati come scalfo, lunghezza di corpo e maniche; ma in altri casi è decisamente più complicato. Pensiamo a modelli con forme molto accentuate dove la vita è marcata da una serie di diminuzioni e aumenti. Avere una tensione verticale molto diversa porta ad avere un problema su dove posizionare queste lavorazioni e a che distanza le une dalle altre. Un problema che si può risolvere ma non è proprio immediato.

step 3. Rapporto Peso/Lunghezza

Quando sono alla ricerca del “sostituto perfetto” vado anche a verificare che il filato scelto abbia anche un rapporto peso lunghezza simile all’originale.
Dopo aver trovato un sostituto con una struttura e composizione simile all’originale, andrò quindi a verificare che lunghezza di 100g di filato sia anch’essa il più simile possibile all’originale. A quel punto sono soddisfatta che la sostituzione del filato sarà praticamente indolore.

step 4. Colore

Il colore potrebbe sembrare solo un vezzo e sicuramente non interviene attivamente nella struttura del capo. In sostanza lavorare con un colore o un altro vi porterà ad avere comunque lo stesso capo alla fine, ma magari non sarà valorizzato nello stesso modo da entrambi.
Ci sono quindi un paio di suggerimenti che mi sento di dare.

Filati multicolor / Self Striping

Filati troppo colorati o che creano righe di colori diversi potrebbero non funzionare su trame particolari o intricate. La confusione di colori potrebbe togliere risalto alla trama stessa connil risultato che il progetto ne sia snaturato. Vi sarete impegnati tantissimo su una lavorazione intricata per poi appiattirla con una confusione di colori.

Anche questa è una scelta assolutamente soggettiva, ma vi invito a dare un occhiata a questi esempi per capire meglio cosa intendo. A sinistra i capo originale e a destra un esempio di come i colori distolgano l’attenzione dalla trama.

Nel caso del maglione Carbeth di Kate Davies il focus è lo sprone con questo disegno minimale ma particolare. Nella versione fatta con il filato multicolor/self striping appare quasi come uno sprone tondo e le righe e i colori distolgono da questa sua particolarità.

Nel caso del Magnolia Bloom di Camilla Vad la lavorazione di pizzo a forma di Magnolia viene offuscata dai troppi colori e righe ad alto contrasto.

Il nero

A parte la difficoltà personale di lavorare con il nero, bisogna pensare che su questo “non colore” assorbe le onde luminose incidenti su tutto lo spettro visibile e di conseguenza si vedono poco le ombre. queste ultime sono necessarie a far risultare alcune trame. Se i dettagli sono intricati e piccoli saranno maggiormente valorizzati da un colore che riesce a creare chiaroscuri. Se il filato è grosso e i dettagli sono molto in vista questo problema si presenta in maniera minore. Anche le caratteristiche del filato e la sfumatura di nero incidono, quindi se avete intenzione di lavorare con il nero il mio consiglio è di fare un campione per verificare che la texture del capo non ne sia mortificata.

step 5. Quantità da acquistare

Il miglior consiglio che si possa dare in questo caso è sempre “prendine un po’ di più”! E sarebbe bellissimo poterlo sempre applicare…
A volte però acquistare più filato può significare un incremento di prezzo non indifferente.
Il secondo miglior consiglio è quindi di valutare la quantità da acquistare seguendo le tabelle del pattern e tenendo in considerazione il metraggio e non il peso.
Infatti a parità di categoria, filati con composizioni e caratteristiche differenti possono avere rapporti peso/ lunghezza diversi. Un filato a catenella sarà più leggero di un filato a stoppino. Quindi 100g di filato a catenella possono avere anche il doppio della lunghezza rispetto a un filato stoppino che è più denso. Scendendo nello specifico poi filati di natura diversa (vegetale, animale, acrilico) hanno pesi specifici diversi quindi il peso di 100m di filato anche se di struttura simile sarà notevolmente differente.

Attenzione però che non si risolve tutto considerando solo le lunghezze!
L’elasticità, l’attrito e il volume che un filato presenta nella lavorazione sono responsabili della quantità di filato utilizzata per ottenere una certa area di lavoro. Quando possibile prendere un gomitolo un più è sempre meglio. Quando si tratta invece di dover acquistare una matassa in più per qualche metro (o anche decina di metri se lavorate con un filato sottile), potete riflettere su altri parametri.

Per esempio se siete più bassi della media, come me, vi servirà sicuramente meno filato per le maniche e il busto quindi potreste essere a posto anche senza acquistare una matassa più. Questa osservazione vale anche al contrario se siete più alti della media o semplicemente volete un capo più lungo allora quella matassa sarà un investimento necessario.

Siti utili: yarnsub.com

Un alleato interessante per cominciare a muoversi in questo mondo della “Sostituzione dei filati” è yarnsub.com. Si utilizza come un motore di ricerca e il risultato sono i filati sostituibili con quello cercato. I parametri di sostituibilità sono quelli di cui ho parlato in questo articolo e ci permette di capire come trovare alternative, se non di trovarne direttamente e poterle acquistare dai siti partner. Ovviamente mancano molti filati italiani ma è una buona palestra per capire come procedere a effettuare una sostituzione.

Esempio: Voglio sostituire il filato Cascade 220, filato della categoria Worsted, a più capi, 100% lana delle highland lavorabile con ferri 4.5-5mm, con una tensione nominale di 18-20 maglie in 10cm (in orizzontale) e con un rapporto peso/lunghezza di 100g/200m. Nella seconda immagine vedete i primi due suggerimenti. In verde le caratteristiche che si sovrappongono e in blu informazioni a cui prestare attenzione.

Spero che tutte queste informazioni vi possano essere utili per effettuare senza troppa apprensione la sostituzione del filato in un pattern e per cominciare a fare i vostri esperimenti!
Se avete dubbi o domande sulla sostituzione dei filati lasciatemi un commento, scrivetemi una mail tramite il link in alto a destra o un DM su Instagram (@iknitso)

Happy knitting!

Manuela

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Serial knitter da qualche anno, recentemente ho intrapreso anche la sfida del cucito sartoriale. Ormai mi definisco una serial maker con l'obiettivo di avere un guardaroba handmade. Creare mi aiuta a districare i pensieri ingarbugliati ed è per questo che nasce Knitting Therapy, un luogo virtuale dove condivido questa passione che aiuta a portare tranquillità nella mia vita.

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